Ragazzi

Hai domande?

Quando muore una persona che amiamo ci sono tante cose difficili da affrontare, tante domande, tante nuove emozioni. Qui trovi  le domande che hanno fatto ragazzi come te e le risposte che abbiamo dato.  

Se nessuna di queste domande è come la tua, ci puoi scrivere a: info@solimainsieme.it

 

Perché mi è successo?

Questa domanda non ha una risposta, anche se è normale che tu te lo chieda. 

Non esiste, infatti, un  “perché” sia capitato proprio a te. La morte fa parte della vita e non possiamo evitarla. 

Per questo può accadere che colpisca anche le persone a noi care, a qualsiasi età e per cause diverse. A volte la morte arriva in modo improvviso e inaspettato come nel caso di incidenti, di malattie improvvise e incurabili, o nel caso di  un suicidio o di un omicidio. In questo caso la morte può sembrarti ancora più assurda e inaccettabile e allora certe domande come Perché è potuto accadere? o Perché è successo proprio a me? potrebbero continuare a frullarti in testa e farti sentire arrabbiato perché tutto ti sembra così ingiusto. 

Anche se nessuno probabilmente avrà una risposta a queste domande (una risposta non c’è!!), confidarti con un amico o con una persona di fiducia,  può aiutarti a sentirti un po’ meglio. Parlarne ti aiuterà a trovare conforto e a sentire che non sei solo.

Come farò a sopportare questo dolore?

Quando muore una persona che ci è cara si prova un grande dolore, così grande che, a volte, sembra impossibile poterlo sopportare. Può esserti di sollievo parlarne con un caro amico o con una persona adulta di cui ti fidi. A volte, infatti, il solo fatto di condividere con una persona amica le proprie sofferenze, i propri pensieri e turbamenti, sentendosi capiti, può aiutarci a trovare la forza per superare circostanze difficili.

In alcuni momenti, però, potresti aver voglia di stare da solo, senza parlare con nessuno. In questi momenti ti puo' aiutare fare una passeggiata oppure ritirarti nella tua stanza a scrivere o suonare, danzare, o ascoltare musica dedicando tutto questo a te stesso e/o alla persona cara che ti manca. Potresti sentire anche il bisogno di piangere e sfogarti senza essere visto, anche questo è normale. Non temere di piangere, potrebbe aiutarti a farti sentire un po’ meglio….

Per superare questo periodo così doloroso, a volte, potrebbe  essere utile distrarti, trovare occasioni per ritornare alla normalità uscendo con i tuoi amici, frequentando la scuola, impegnandoti nelle tue attività preferite (sport, associazioni, hobbies …). 

Quanto durerà?

Questi momenti di grande dolore non saranno per sempre. Non ci sono però soluzioni magiche nè un tempo che sia uguale per tutti, per tornare a sentirsi meglio e arrivare ad  accettare la perdita della persona cara. Un giorno, però, ti accorgerai che hai sorriso e che ti senti più sereno. Non ti devi abbattere e pensare che il dolore sarà sempre così forte.

Se smetterò di soffrire significa che l’avrò dimenticato/a?

Se ti coinvolgi in attività che ti tengono impegnato e che ti  gratificano non significa che ti stai dimenticando della persona cara morta. Lei rimarrà sempre nel tuo cuore e, nel tempo, ti accorgerai che il suo ricordo si farà più dolce mentre la sofferenza che ora, a volte, sembra schiacciarti via via si attenuerà mantenendo però vivo in te l’affetto per questa persona e ciò che ha significato per te..… come un  tesoro prezioso che scalda il cuore e che potrai continuare a portare dentro di te.

Perché non sento niente? Perché non sto male? Non capisco come sto e mi sento confuso/a…

La perdita di una persona cara può essere un grande shock e tutti, grandi e piccoli, possiamo sentirci così storditi e increduli da avere l’impressione di non provare nulla. Questa reazione può lasciarti confuso ma non è né giusta né sbagliata. Non sentire nulla è semplicemente uno dei modi con i quali, in alcune circostanze, si fa fronte ad un evento emotivamente forte e costituisce spesso una forma di difesa al dolore. Nel tempo altri sentimenti potranno affiorare, allora sarai pronto ad affrontarli…

Come torno a scuola adesso?

Come molti ragazzi che hanno subito una grande perdita come la morte di un genitore o di un fratello, anche a te potrebbe accadere di sentirti diverso e sfortunato rispetto ai tuoi coetanei. Potresti, per questo, temere che gli altri non ti trattino più come prima e/o che non ti capiscano. Comunicare alla classe quanto ti è successo potrebbe, allora, risultarti difficile. 

 

Se ti stai chiedendo se parlarne in classe, perché temi di essere guardato con occhi diversi dai tuoi compagni, può aiutarti ricordare che perdere una persona cara è un evento che può accadere a chiunque e che soffrire per questo è naturale. Quando te la sentirai, e se lo vorrai, potrai, perciò, parlarne liberamente. Questo ti consentirà di sentire la vicinanza dei compagni e degli insegnanti e ricevere consolazione e sostegno da chi saprà farsi più vicino a te. 

 

Se, pur desiderando che la classe venga a sapere quanto ti è accaduto, non te la sentissi di comunicarlo personalmente, puoi confidarti con un compagno o con un insegnante di cui ti fidi e lasciare che sia lui a dirlo oppure puoi scegliere di farlo assieme. Infine puoi chiedere che siano i tuoi familiari a comunicare la brutta notizia a scuola senza un tuo diretto coinvolgimento. 

 

Come per alcuni ragazzi, potrebbe capitare anche a te di non sentirti capito dai compagni che non hanno provato la stessa esperienza di perdita, ciononostante poter stare in compagnia, uscire per qualche svago ti sarà d’aiuto per ritrovare la serenità che stai cercando. Tra i coetanei che frequenti, inoltre, potrai riconoscere uno o più amici veri con i quali poterti aprire con sincerità e confidenza e dai quali potresti ricevere il sostegno di cui hai bisogno nei momenti più difficili.

Cosa succede al funerale? Ci devo andare? Che posso fare io? Come sarà in questi giorni?

Il funerale è una cerimonia che consente all’intera comunità di dire addio alla persona che è morta. Vi parteciperanno persone che sono state legate al tuo caro da un rapporto di amore, amicizia (familiari stretti, amici) o da vincoli più o meno formali di conoscenza e stima (parenti, vicini di casa, colleghi, coetanei, paesani). Durante il funerale ci saranno momenti di commozione e tristezza (e questo è naturale) perché si sta salutando, per sempre, una persona cara che non si vedrà mai più, ma è anche un momento importante in cui l’intera comunità si ferma e si stringe alla tua famiglia per esprimere vicinanza e solidarietà. 

Il funerale è considerato un momento importante perché è un rito che segna un “prima” e un ”dopo” da cui partire per tenere con sé la persona cara in modo diverso, nel ricordo. Partecipare al funerale può per questo in qualche modo aiutarti a fare questo passaggio e iniziare ad elaborare il lutto per la perdita. 

Non è comunque obbligatorio parteciparvi e tu puoi sentirti libero di andarci o meno. Puoi, infatti, decidere diversamente e salutare la persona cara in un altro modo, ad esempio scrivendogli una lettera o andando a fargli visita in cimitero dopo il funerale. 

 

Se lo desideri puoi chiedere in famiglia di dare il tuo contributo per organizzare il funerale collaborando nella scelta di alcuni particolari come la scelta dei fiori, della musica e delle letture da fare in chiesa, oppure esprimendo un tuo parere su cosa scrivere sui biglietti di ringraziamento per le persone che parteciperanno al dolore della vostra famiglia, puoi anche scrivere alcune parole di saluto alla persona cara da leggere in chiesa... 

Sia che tu contribuisca a tutto questo, sia che tu non lo faccia (perché non te la senti o  perché non ti è possibile), i primi giorni dopo la morte del tuo caro saranno carichi di tensioni, di emozioni, di incontri con adulti che porteranno le loro condoglianze in famiglia o di telefonate, di scambi con gli amici (a tu per tu, via sms, Whatsapp, Facebook). Tutto questo trambusto potrà sembrarti strano e irreale, farti piacere e dispiacere allo stesso tempo, potresti sentirti come dentro un film o sentirti spettatore di un cortometraggio o come dentro ad un incubo dal quale prima o poi pensi di risvegliarti…. tutto questo è normale.

E’ sbagliato divertirsi e andare alle feste?

La sofferenza che provi per la morte del tuo caro non è meno profonda e sincera se senti il desiderio di uscire per andare a divertirti con gli amici. Anzi, è normale che tu ne senta il bisogno perché il  dolore che provi può diventare estenuante e puoi aver bisogno di ricaricarti per andar avanti. “Sospendere “ i pensieri dolorosi e tristi non è sbagliato e uscire per distrarti non deve farti sentire in colpa (come se non ti importasse di quanto è accaduto). Passare anche del tempo con i tuoi amici che scherzano e che ti invitano alle feste coinvolgendoti in attività divertenti che da solo non ti sentiresti di fare, ti consentirà di non sentirti schiacciato dai sentimenti negativi con i quali stai facendo i conti ogni giorno. 

A volte facciamo l’errore di pensare che se siamo veramente tristi per la morte di qualcuno non possiamo divertirci o essere felici per le cose belle che continuano ad accadere. In realtà, è possibile sperimentare contemporaneamente sentimenti diversi: sentirsi triste e arrabbiato perché la vita ci ha tolto una persona preziosa e insostituibile ma, allo stesso tempo, sperimentare gioia per le tante cose buone e belle ci sono ancora nella nostra vita. Alcuni adulti in lutto, soprattutto nei primi tempi dopo la perdita, affranti dal dolore, faticano a fare questo passaggio e difficilmente sono in grado di concedersi momenti di svago e leggerezza. Per questa ragione, può accadere che non comprendano il bisogno dei ragazzi di svagarsi e giudichino questo comportamento come insensibilità verso quanto accaduto. Se questo sta succedendo anche a te, cerca di comprendere la fatica degli adulti a considerare la tua prospettiva e con fiducia confrontati con loro, portando le tue ragioni. Uno scambio sincero e aperto consentirà loro di rivalutare il tuo comportamento e di sostenerti in quello che fai. Anche gli adulti in lutto a volte, fanno fatica a “capire”.

Come mi devo comportare? Cosa posso fare per stare meglio?

Non c’è un modo in cui ci si debba comportare quando viene a mancare una persona a noi tanto cara, ma, in generale, può esserti d’aiuto ricordare che parlarne e sentirti sostenuto da persone che ami e di cui ti fidi può aiutarti ad affrontare meglio questo momento. Perciò, anche se a volte potresti sentire il bisogno di isolarti o tenerti tutto dentro perché  temi di non essere capito, o perché hai paura  di fare una brutta figura  e/o essere preso in giro se mostri la tua sofferenza, non rinunciare a scoprire tra le persone che conosci qualcuno (coetaneo o adulto che sia) al quale aprirti e confidarti con fiducia. Parlare con persone che ti sanno capire ti aiuterà a stare meglio.

Come posso cercare aiuto?

Se senti di aver bisogno d’aiuto oltre che ai tuoi famigliari e amici puoi pensare di rivolgerti anche a qualche parente (nonni, zii, cugini…) con cui senti di poter avere un dialogo. Anche tra i tuoi insegnanti o tra gli adulti che frequenti (allenatore, animatore in parrocchia, sacerdote…) potresti trovare persone in grado, con la loro esperienza, d’esserti d’aiuto e in grado di offrirti le informazioni che cerchi. Non temere di fare il passo per primo, molte volte sono loro stessi a chiedersi come fare per esserti d’aiuto e la tua richiesta verrà accolta come un segno importante della tua fiducia verso di loro. Potresti anche rivolgerti al CIC (Centro Informazioni Consulenza) se è presente nella tua scuola o ad eventuali servizi delle ASL per i giovani. 

Starò mai di nuovo bene?

Certo. Il dolore per un lutto non è per sempre e tu tornerai a stare di nuovo bene. La tua vita può cambiare profondamente con la perdita della persona amata ma, c on il tempo, ricordare la persona cara diverrà meno triste e la sua assenza meno dolorosa. Il suo ricordo, allora, sarà più dolce e ti sarà più facile ricordarlo serenamente. Anche gli anniversari, i compleanni, le feste, il Natale, la Pasqua, che ora vivi come un peso e ti intristiscono a causa della sua mancanza, cominceranno  a tornare a essere ricorrenze in grado di portarti anche gioia. 

Ho paura di dimenticarlo….

Quando una persona che ci è cara muore, è possibile che si possa temere di dimenticarla e che si senta questa eventualità come un rischio dal quale difenderci. Se anche tu temi questo, può aiutarti sapere che, anche se è naturale che col tempo certi ricordi si affievoliscano, il legame di affetto e di bene che ti lega a chi se ne è andato per sempre rimarrà nel tuo cuore come un bene prezioso. In qualsiasi momento tu lo desideri, potrai cercare dentro di te ciò che di unico e prezioso ti ha lasciato: le sue qualità, il suo insegnamento, ma anche i suoi difetti, le vostre eventuali incomprensioni e gli inevitabili attriti (che non mancano mai nelle relazioni importanti) e quello che queste difficoltà ti hanno insegnato. 

In realtà, per quanto riguarda i ricordi che hai del tuo caro, non è mai ciò che è accaduto, e i relativi particolari, ad essere importante ma il fatto di averlo condiviso con quella persona e ciò che questo rappresenta per te. Custodire il bene che rappresenta l'aver avuto vicino quella persona ti aiuterà a crescere e a essere migliore. Questo il modo migliore per rendere vivo il ricordo della persona che ami. Quando c’è stato un legame, nulla di importante va perduto… Non temere, allora, perché, del tuo caro porterai con te  per sempre ciò che conta, come parte di te, che tu ne sia consapevole o meno. Questo ti darà forza. 

“Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre anche quando la persona non c’è più. E’ una cosa che ci resta dentro nella pelle:” da Harry Potter 

Quando chiedere aiuto?

E' normale, dopo la morte di una persona per te importante, provare forti emozioni e manifestare reazioni intense. Di solito, dopo un periodo iniziale di maggiore difficoltà, che può durare anche alcuni mesi, si riesce a recuperare il proprio equilibrio e riprendere la vita di prima. Se invece senti che una sensazione di malessere profondo, che può manifestarsi in vari modi (a livello fisico o psicologico) continua ad occupare un grande spazio dentro di te, non esitare a chiedere consiglio e aiuto a persone di cui hai fiducia. 

Cosa intendiamo per malessere fisico? Le reazioni a livello fisico  che potrebbero essere correlate al tuo dolore, potrebbero essere ad esempio disturbi del sonno, mancanza di appetito o desiderio eccessivo di mangiare, senso di oppressione quando respiri, mal di testa ecc… 

Cosa intendiamo invece per malessere psicologico? Pensiamo ad una sensazione di rifiuto e negazione della realtà,  di sofferenza, tristezza, disperazione, rabbia, rancore, sensi di colpa, ansia, mancanza di speranza, non voglia di vivere, depressione) o comportamentale (passività, disinteresse per lo studio, isolamento sociale, allontanamento dagli amici e dagli sport che fai di solito, iperattività, aggressività, abuso di alcol e droghe, comportamenti spericolati e autolesionistici). 

Sia il malessere psicologico che quello fisico sono preoccupanti se perdurano a lungo e non diminuiscono di intensità. Se pensi di avere bisogno di aiuto rivolgiti in primo luogo ai tuoi familiari, ai tuoi insegnanti o ad altri adulti per far conoscere cosa ti preoccupa e decidere con loro cosa fare per affrontare le difficoltà e i problemi che ti fanno stare male e sentire insicuro.

Ricordati che chiedere aiuto e farsi aiutare non è un segno di debolezza ma piuttosto del desiderio di uscire dalla situazione di difficoltà e incertezza.

Perchè ci si suicida?

La morte volontaria non è determinata da un’unica causa  ma è sempre legata a un insieme di condizioni che riguardano non solo la persona (la sofferenza fisica e psichica, l’infelicità, l’impotenza, il senso di inutilità della vita, la perdita della stima di sé, l’isolamento, la depressione) ma anche il suo contesto sociale e relazionale. 

In genere il suicidio è un allontanamento da qualcosa che procura  un’angoscia irriducibile, una sofferenza e una tensione insopportabili: pensieri, preoccupazioni, fissazioni che non lasciano tregua. Le persone fanno molta fatica a vivere, non riescono attraverso l’elaborazione mentale a vedere le cose chiaramente, pensano che i loro problemi  siano senza soluzione e che l'unico modo per risolvere i problemi e le situazioni conflittuali  che sperimentano sia quello di smettere di vivere.