FamiliariQuando è importante chiedere aiuto

La maggior parte delle famiglie supera pian piano la crisi, anche se con fatica.

È naturale che, per un certo periodo, il comportamento dei bambini e dei ragazzi possa cambiare e sia necessario sostenerli e seguirli passo passo.

Non sempre si è in grado di comprendere quali emozioni, sentimenti, riflessioni, pensieri, preoccupazioni attraversino i più giovani, ma se viene loro offerto un ambiente sicuro in cui si sentono protetti, capiti e ascoltati, si sta già offrendo un’efficace forma di sostegno. È importante ricordare loro che con l'aiuto e l'affetto di tutti le difficoltà in famiglia potranno essere superate. Tuttavia, se il disagio perdura oltre i primi tre quattro mesi o si aggravano le loro difficoltà e subentrano comportamenti scarsamente adattivi, è bene ricorrere all'aiuto di professionisti.

Una morte improvvisa, specie se avvenuta in circostanze drammatiche, può provocare in tutti i membri della famiglia, e di conseguenza anche nei bambini e negli adolescenti, maggiori difficoltà di elaborazione, specie nei casi in cui ne sono stati testimoni. In queste situazioni, per aiutare non solo i giovani ma anche gli adulti stessi a superare ed elaborare l'evento traumatico e a riprendere il cammino di crescita della famiglia e di ciascun componente, può essere necessario rivolgersi a professionisti esperti e farsi sostenere per affrontare il trauma subito.

Alcuni dei segni che possono allertarvi e indicare che bambini e adolescenti hanno bisogno di un aiuto in più sono:

manifestazioni psicosomatiche: se presentano insonnia, inappetenza, balbuzie, disturbi della pelle, il riaffiorare di immagini del trauma (flashbacks), incubi notturni o sogni molto inquietanti o il peggioramento di sintomi già presenti, come asma, cefalee. I bambini più piccoli possono manifestare comportamenti regressivi come succhiarsi il pollice, enuresi, encopresi, paura del buio, non volere stare o non voler dormire da soli;

cambiamenti psicologici prolungati: se presentano comportamenti abulici, passivi, isolamento e ripiegamento su se stessi, o iperattività con irrequietezza, rabbia, aggressività, o manifestazioni prolungate di pianto, disperazione, ansia;

allontanamento marcato dal gruppo dei coetanei: se, dopo due, tre mesi non interagiscono più con gli amici come facevano prima della morte della persona cara, ad esempio evitando di andare a giocare, rifiutandosi di telefonare, di uscire, preferendo rimanere a casa da soli;

scarsa o assente reazione alla perdita: se non mostrano alcuna o una molto scarsa reazione alla morte del familiare, come se nulla fosse successo, è probabile che stiano usando una quantità eccessiva di energia per coprire, evitare di rimanere in contatto con le proprie emozioni;

cambiamento evidente nel rendimento scolastico e difficoltà nello studio, con minore capacità di applicazione e di attenzione;

cambiamento significativo nello stato di salute: se improvvisamente bambini o adolescenti che erano di buona salute si ammalano spesso, le loro malattie potrebbero essere una risposta allo stress emozionale;

pensieri di suicidio: se il bambino dice che non vuole più vivere o che desidera morire per raggiungere chi ha perso, oppure se l'adolescente pensa che la vita non abbia più senso e dice che non vuole più vivere è sempre necessario prendere le loro parole seriamente. Anche se questi pensieri non comportano una reale intenzione di farsi del male o di suicidarsi, sono certamente una seria affermazione di dolore ed esprimono un bisogno di maggiore attenzione e sostegno.

Ai più piccoli deve essere detto chiaramente che non è possibile raggiungere chi è morto, fornendo una descrizione di cosa vuol dire morire e, al tempo stesso, riconoscendo le loro emozioni e la loro sofferenza per la perdita della persona amata, aiutandoli a capire che la persona che hanno perso vorrebbe sapere che vivono pienamente la loro vita.

Allo stesso modo, per quanto riguarda i più grandi, si deve vigilare/intervenire rispetto eventuali comportamenti distruttivi, come l'abuso di sostanze (alcol, droghe) e la tendenza a compiere gesti spericolati ed eclatanti. Se si sentono ignorati o il loro dolore viene minimizzato, i ragazzi potrebbero compiere gesti ancora più gravi per ricevere l'attenzione e l'aiuto, di cui hanno bisogno. In questi casi sarà importante proporre un sostegno da parte di un professionista esperto che sostenga l'adolescente e la sua famiglia.