FamiliariLa perdita del partner

È naturale sentirsi persi, disorientati, sopraffatti dal dolore quando muore il proprio compagno/a: si ha la sensazione di aver perso una parte di sé, della propria storia e del proprio futuro e sul momento pare di non sapere più chi si è.

Anche sostenere i figli, riorganizzare la vita familiare da genitore singolo diventa una sfida difficile e durissima, perché non c'è più un partner con cui confrontarsi e condividere problemi, impegni e decisioni della vita quotidiana.

Il genitore che resta solo si sente molto in difficoltà per sè e per i figli: nulla è più come prima. Nell’immediato, è inevitabile che le abitudini vengano sconvolte, ma per i figli sarebbe meglio ripristinare il prima possibile gli impegni, i ritmi e gli orari precedenti, anche ricercando e accogliendo l'aiuto degli altri, soprattutto in quei momenti in cui ci si sente sopraffatti da emergenze, stati d'animo faticosi e si ha la sensazione di non farcela da soli. Rimanere affettivamente vicini, sentendo la forza del legame e sostenendosi reciprocamente, sarà di grande aiuto per tutti nell'affrontare la perdita della persona amata.

Devo decidere tante cose e sbrigare tante nuove incombenze, ma non ho la forza di fare nulla, iI dolore e il pianto mi soffocano: devo lasciare la casa dove ho abitato da quando mi sono sposata, dove sono nati i miei figli, devo trovarmi un lavoro per mantenere la famiglia, devo aiutare mio figlio che ha iniziato a non studiare e a non fare i compiti, non mi sento più capace... non ho più la testa che mi funziona”. Silvana

Molte volte invece, è proprio la presenza dei figli che aiuta il genitore superstite a trovare la forza e lo stimolo a continuare a vivere e a portare avanti la famiglia.

Sono l'unico genitore che è rimasto ai miei figli e voglio riuscire a fare il meglio possibile per me e per loro. So che questo è quello che devo fare, ma è difficile, veramente duro: c'è il mio dolore da reggere e anche il loro...”. Giulio