Familiari… negli anni dell'adolescenza

Il lutto nell’adolescenza è come una marea: porta con sè onde d’urto emozionali violente e impone un ripensamento di sè, delle relazioni con gli altri, del mondo e del senso della vita.

Gli adolescenti conoscono bene la realtà della morte, ma nella fase di transizione e cambiamento che vivono, la morte di un genitore, di un fratello o sorella, di un nonno, diventa portatrice di ulteriore difficoltà. Si sentono confusi e incerti se confidarsi con i familiari e accettare il loro sostegno o muoversi più autonomamente verso il mondo dei coetanei, che ha sempre più peso man mano che procedono nel loro percorso di crescita, attraverso processi di identificazione con i pari e di emancipazione dalla famiglia d’origine.

Non è infrequente che in seguito a un lutto i ragazzi cambino e presentino atteggiamenti e comportamenti diversi da prima.

Alcuni si chiudono in un mutismo assoluto:

"Voglio bene ai miei ma me ne tengo lontano, purtroppo non mi sento di parlare con loro di quello che ho dentro." Silvio

Altri si ritraggono dal mondo esterno per condividere solo con i familiari il dolore che sperimentano, altri invece vivono in solitudine il proprio dolore evitando di mostrarlo anche in famiglia; alcuni si confidano solo con gli amici più intimi, altri ancora possono arrivare a nascondere ai compagni di scuola la morte del proprio caro o evitano deliberatamente il discorso per non essere considerati diversi e sfortunati, altri si tuffano in molteplici attività per non fermarsi a riflettere e per tenere sotto controllo le emozioni troppo intense che sperimentano.

Non potevo far vedere ai compagni di scuola quanto ero triste e preoccupato per i miei genitori, mi sarei sentito ancora più diverso da loro.. e poi nessuno poteva capire cosa provavo veramente… quanta fatica ho dovuto fare dopo la morte di mia sorella per apparire normale, come tutti gli altri.” Gerardo

Se un adolescente tende a rinchiudersi, a isolarsi dai compagni, o in famiglia si comporta in modo molto distaccato, oppure è arrabbiato e sempre in vena di protestare, è bene dimostrarsi disponibili ad ascoltarlo senza giudicarlo, e senza essere troppo insistenti perché si apra e si confidi con voi. L’importante è non lasciarli soli a se stessi e rassicurarli del vostro affetto e sostegno senza essere troppo protettivi e limitanti della loro libertà o al contrario troppo permissivi e senza più regole da far rispettare.

I ragazzi potrebbero preferire non confidarsi con voi ma con qualcun altro della loro cerchia di conoscenze. Ciò va accolto con benevolenza, confidando nella capacità del ragazzo di riconoscere il proprio interlocutore di fiducia. Talvolta potrebbero aver bisogno dell’aiuto di un professionista ed è fondamentale il vostro apporto per indirizzarli a trovare qualcuno, di cui si possono fidare e con cui potersi aprire.

Solo da poco sono riuscito a parlare della morte di mio fratello con una psicologa, una persona molto attenta, sensibile, mi ha fatto bene parlare con lei. È stato un incontro molto duro, ho tirato fuori cose sepolte e dolorose, che mi tenevo dentro da tanto. È stato utile aver liberato una parte dell' angoscia che provo, anche se in misura ancora infinitesimale." Luigi

Per elaborare la morte di una persona “speciale” è necessario un lento e graduale processo, il cui significato si va approfondendo in continuazione nel tempo e che si evolve e si completa nel corso della vita