DocentiDa nove a tredici anni

A questa età i bambini sono consapevoli del fatto che la morte è un evento definitivo e universale e che avrà delle ripercussioni sulla loro vita. Sono in grado di capire la morte sia come fatto concreto che come astrazione, essendo in una fase della crescita in cui pensano a lungo termine.

"mi manca tanto mia mamma, facevamo tante cose belle e divertenti insieme, ora che non c'è più, nessuno mi abbraccerà e mi farà le coccole e mi consolerà nei momenti difficili". Stefano

Possono quindi valutare le conseguenze di un’assenza significativa non solo nell’immediato, ma anche nei mesi e anni a venire, quando traguardi e occasioni importanti non si potranno condividere con la persona che non c’è più.

Mi è mancato tanto mio padre quando ho cominciato a vincere le prime gare di scherma, sarebbe stato così contento. Anche quando ho cominciato a frequentare la scuola media, con compagni e professori nuovi e sconosciuti, lui mi avrebbe dato coraggio ad affrontare questa esperienza”. Paolo

La morte di una persona per loro “speciale” può farli sentire diversi proprio nell’età in cui vorrebbero essere come tutti gli altri, più strettamente legati ai coetanei e meno dipendenti dalla famiglia. Potrebbero diventare meno capaci nel gestire le loro emozioni e presentare cambi di umore, l'alternanza di sentimenti positivi e negativi, scatti di rabbia o momenti di disperazione e di isolamento. Questi vissuti possono destabilizzarli, renderli insicuri e più dipendenti dalla famiglia e in difficoltà nel rapportarsi con gli amici. I ragazzi necessitano di un ascolto attento e partecipe e della rassicurazione che questi ingorghi di emozioni sono naturali dopo un lutto.